Verrà l’inverno ancora

(2003)

maria-pina-la-marca-verra-l-inverno-ancora-web-400x400Una riflessione sui “grandi temi” della poesia: il dolore; la morte; l’amore; l’amicizia; la memoria.                                 

Recensioni e critiche

“Non è facile parlare del suo libro, dopo il saggio così serio che gli ha dedicato il collega De Matteis. Il suo libro, come anche si deduce dalla divisione in sezioni, aspira a una totalità che è icona dell’esistenza, con i suoi momenti forti e con le occasioni più lievi. Nel tutto che l’autore offre, ogni lettore compie le proprie scelte. Le mie vanno ai momenti più intensi, in cui certamente saprà dare altre persuasive prove. “Vorrei riempirmi di musica”, “Ti porto con me”, “Un lungo silenzio”, “Terra sui tuoi occhi”, “Ti voglio raccontare figlio” (forse il capolavoro) sono fra i testi che preferisco” (Emerico Giachery)”

La raccolta poetica è scandita in quattro sezioni liriche: Il Dolore/la Morte, l’Amore, la Memoria e l’Amicizia, momenti essenziali dell’itinerario artistico di questa sensibile interprete del nostro Sud, temprata ormai, da parecchi anni, alle abitudini e al modo di vivere e di pensare della gente del Nord. (…)
I vari temi si connotano della semplice trasparenza del discoro poetico, in cui la parola, piuttosto che farsi ungarettianamente scabra, essenziale, sofferto scavo interiore, sembra levarsi disarmata nella sua colloquiale naturalezza. (…)
In questa disposizione interiore, di limpido e chiaro linguaggio, i momenti poeticamente densi ci sembrano quelli ini cui l’Autrice attraversa, sul filo della memoria e del rimpianto, zone di calda intimità. In questa direzione io credo che ella maturi la tematica di fondo di questa sua raccolta, ovverosia la sua espressione poetica più avvertita, come se ritrovasse, nell’immagine così vivamente presente e pregnante della sua terra e ei suoi luoghi d’origine, la sua identità umana, la reale misura del suo soffrire, la sua voce più pura e più vera. (…) In questa raccolta mi pare si possa anche indicare una convergenza di temi e motivi che assicurano l’unità di tono dell’intero percorso poetico dell’Autrice. (…) Ella sa far confluire i vari temi trattati verso un nucleo centrale, conferendo ai contenuti un’energia di mito. (Giuseppe De Matteis)

Ho letto la Sua raccolta di versi con molto interesse. La Sua scrittura poetica è limpida, luminosa, persuasivamente lirica e, al tempo stesso, riflessiva. La sezione “La morte – Il dolore” mi sembra più decisamente coerente, sicura, profonda, mentre più dispersive sono le altre, anche se molto testi sono validissimi”. (Giorgio Bàrberi Squarotti)

LA MORTE È UN FAGOTTO
La morte è un fagotto/di bambini slavi/composti nella loro/rigida divisa bianca/stelle di cielo cadenti/nel mare di infinite/presenze distratte//

NON SO IL COLORE DEI TUOI OCCHI
La luce dei tuoi occhi attiva/memorie di solchi e di sorrisi/e piega/la pagina delle lacrime/e dell’assenza/perché è ricco l’humus dei sogni/e del ricordo/Glicula//
Non si può amare/con fissità/per sempre/oggi scopro/dietro ogni porta/chiusa/la carne viva/della mia anima/ingenua e lucente/non so/il colore/dei tuoi occhi//

FANTASMI
Non so/da dove venivano/le parole/e pioggia disagio frantumare/nella notte silenziosa/i fantasmi d’un passato/che non ha lasciato/né il tempo né lo spazio/della mia memoria/e ogni giorno/faccio a meno/di questa inutile zavorra/ma quando il teatro riapre/i personaggi sono tutti lì//

GINESTRA PROFUMATA
Ginestra profumata/di grappoli odorosi/e gradazioni di colori/percossa dal fremito sottile del vento/nelle calde giornate di maggio/arbusto flessuoso/resistente alle intemperie/si nutre dei caldi raggi del sole/a sud dei miei pensieri/

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