Maschere

(1987)

MASCHERE (personae)
Un libretto-catalogo a corredo di una mostra itinerante, iniziativa realizzata grazie alla collaborazione di tre comuni: Montereale Valcellina – Sacile – Fontanafredda.
Poesie di Maria Pina la Marca – Disegni e maschere di Dino Pes.

Dalla Presentazione
Parola e immagine: connubio antico e sempre valido, qui realizzato in maniera inconsueta, provocatoria.
Poesie di Maria Pina la Marca. Rapidi colpi d’obiettivo su una realtà che credevamo di conoscere. Parole cariche di suono, di colori, qua e là di pessimismo. Sentimenti come problemi. Problemi lasciati solo intuire: vaghi, indistinti.
La grafica di Dino Pes coglie questa latente ambiguità e la porta alla luce attraverso un oggetto che dell’ambiguità è il simbolo: la maschera.
E una maschera -sempre la stessa: maschera primigenia, maschera genitrice- elabora, tormenta, adatta, costringe, dilata, all’interno di ogni poesia.
Il lettore potrà esserne convinto o sconcertato. Indifferente, no.
Alice, Anna e Nilo

Dalla Postfazione
“Persona” si chiamava la maschera con la quale gli attori nel teatro antico coprivano il volto: per nascondere la loro vera identità (così voleva la morale pubblica); per anticipare ciò che avrebbe detto o fatto il personaggio rappresentato; infine, per amplificare la voce in modo che le parole giungessero all’orecchio anche degli spettatori più lontani o distratti.
Maschera: dunque, personaggio.
Persona: dunque, maschera?
Questa è la domanda che si insinua -tra segno e segno, tra verso e verso- nei materiali che compongono la mostra, di Maria Pina la Marca e Dino Pes, costruita appunto con maschere vere e proprie, con allusivi disegni di maschere, con poesie che al mascheramento tendono.
Maschere vere, volutamente tali, sono quelle in legno di Dino Pes. E dicono l’ansia o il desiderio, forse la volontà, o a volte la speranza, di cambiamento. Non tanto delle parti o dei ruoli, quanto piuttosto del reale e del sociale; dei suoi non più accettabili dislivelli; ed è un parlare controcorrente. (…)
In questa mostra le maschere e le poesie non gridano, non alzano la voce. Ciò che giunge all’orecchio come un’eco attraverso la quale ricostruire suoni e significati. (…)
C’è messaggio di speranza nelle sculture, nei disegni e nelle poesie di Dino Pes e Maria Pina la Marca: dietro la maschera di questo ormai continuo e trito carnevale uniformemente colorato, vivono persone. Risuonano forse poco, perché non calcano o non ambiscono a calcare il palcoscenico del mondo. Ma ci sono.
Che siano esse la semente per il futuro?
“La risposta, amico mio, è sospesa nel vento”. The answer, my friend, is blowing in the wind. (Bob Dylan)

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